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Scrivi per ricordare e far ricordare.
(La Storia, figlia della memoria, parla al poeta.)
È spaventoso amico mio, pensare che noi abbiamo la licenza, che noi abbiamo questo diritto smisurato, che noi abbiamo il diritto di dare una cattiva lettura di Omero, di ridicolizzare un’opera di genio, che la più grande opera del più grande genio sia lasciata nelle nostre mani, non inerte, ma viva, come un coniglietto tremante.
E soprattutto che lasciandola cadere dalle nostre mani, da queste stesse mani, da queste mani inerti, possiamo, attraverso l’oblio, darle la morte.
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